Inquietudine bellezza

 

Inquietudine bellezza

Presentazione della mostra

La mostra “Inquietudine Bellezza” è una mostra personale di Matias Abel Pera e si propone di esplorare i valori estetici, fisici, simbolici, filosofici, politici legati a una delle realtà essenziali dell’esperienza umana, l’interazione dell’uomo con la natura, che costituisce una dimensione fondamentale dell’arte.

L’installazione si inserisce nell’ambito della ricerca di Matias Abel Pera, da sempre indirizzata verso l’analisi del rapporto tra spazio espositivo ed intervento artistico

Poetica centrale delle opere fotografiche

I lavori fotografici presentati si concentrano sulle nostre paure: la paura dell’ignoto, paura del non conosciuto e paura del fallimento.

Togliendo lo sfondo isolo la natura dal contesto, rendendo la bellezza di un bosco, di un dettaglio affascinante come il muschio o della legna secca, minacciosa, inquietante e destabilizzante.

La paura di qualcosa che non si conosce è un tema più che mai attuale, e la componente psicologica nelle mie opere, anche se non c’è una presenza visiva dell’uomo, è presente ed intrinseca.

Kusamono (composizione erbacea in vaso) 

La kusamono nella cultura giapponese indica una composizione erbacea in vaso, o un supporto di natura (lastre di pietra, legno secco, ecc)

Possono anche essere definite “bonsai erbacei” perché la loro coltivazione ha alcune analogie con quella dei bonsai: sono dapprima fatte sviluppare in vasi di coltivazione, poi in vasi esteticamente ricercati e in armonia con le stesse erbe, sono potate e concimate periodicamente per guidarne lo sviluppo in accordo a criteri estetici ben definiti, e vengono trapiantate ad intervalli regolari per contenerne lo sviluppo e rinnovarne l’apparato radicale

 

La kusamono inserita nello spazio espositivo indica l’artificio umano che vuole rappresentare la natura.

La mano dell’uomo più è meditata, e più scompare lasciando spazio alla bellezza di un dettaglio.

Una visione positivista che afferma che l’uomo è ancora capace di stupirsi davanti alla bellezza.

La ricerca della

perfezione della natura che risultando inarrivabile ci costringe a concentrarci sul tempo presente, concentrandoci sul processo e non sul risultato, non potendo prevedere la fine dato che essendo un elemento vivo è sempre in trasformazione, come la vita stessa.

 

In questa ottica si inserisce un altro tema, quello del Memento mori rappresentato da un teschio in cenere.

Ed è qui che il teschio ci riporta alle fotografie esposte che rappresentano la paura. La funzione del teschio è di fatto un tranello, un monito che ci dice “attenzione, non concentrarti sul ciò che è negativo, ma metti più attenzione alle cose positive, guarda quanto è bella questa pianta, cosi semplice, soffermati ad osservare meglio che ci sono cose bellissime in giro, basta solo il coraggio di guardarle.

 

 

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