Rovine liquide

La memoria collettiva possiamo definirla come l’insieme delle tracce del passato che una comunità trattiene, elabora e trasmette da una generazione alla successiva, contribuendo così a definire e rinsaldare la propria identità. Essa è dunque fondamento e al tempo stesso espressione dell’identità della comunità. Naturalmente per una società democratica è importante tener conto del proprio passato sia per conservare il senso di ciò che si è, sia per cogliere insegnamenti nell’orientare il proprio cammino.

La memoria di una nazione, di un gruppo sociale, da forma dai ricordi individuali e svolge la funzione di dare continuità e coesione alla vita collettiva. Le cerimonie e i rituali pubblici che vengono celebrati periodicamente, servono per rinnovare la partecipazione dei cittadini e rinforzare i legami sociali. 

Secondo Benjamin, la nostra epoca è caratterizzata da un’atrofia dell’esperienza, in quanto la modernità è investita da continui e repentini cambiamenti, il moderno si mette in discussione di continuo, ciò che era nuovo invecchia nel giro di pochissimo tempo; questa rapidità nel cambiamento impedisce la sedimentazione del sapere.

L’uomo moderno si muove senza pensare, e il suo comportamento è dettato dalla necessità di reagire velocemente, di muoversi in fretta, spinti da un’ideologia del presente.. Questi comportamenti vengono assorbiti dalla coscienza senza raggiungere le zone più profonde del sistema psichico. È quella che Jedlowsky definisce “ipertrofia della coscienza” cui corrisponde una “atrofia dell’esperienza”. L’uomo moderno ha a disposizione una quantità illimitata di dati e informazioni. Nel mondo moderno dunque l’esperienza cede il passo all’informazione, si gioca tutta nel presente. I due concetti sono esattamente agli antipodi, l’informazione è semplice somma di dati, l’esperienza prevede invece sedimentazione ed elaborazione dei vissuti in vista del ristabilirsi di una continuità che è intesa come capacità di dare significato al presente.

Il ricordo è in questo modo un’attualizzazione del passato che avviene nell’oggi e che dal presente dipende. È un fenomeno dinamico, in continua evoluzione e dalla forte valenza etica.

Le società hanno sempre fatto  affidamento sulla memoria per  preservare la loro identità, a  partire dal vecchio che, seduto sotto un albero, raccontava storie sullo sfruttamento dei suoi antenati e sul mito fondatore della tribù. E quando un qualche atto di censura spazza via una parte della memoria di una società, questa società attraversa una crisi di identità.

Abbiamo incrementato la nostra capacità di reperire informazioni, ma non abbiamo ancora trovato i nuovi parametri di filtraggio. la funzione di una memoria sociale e culturale è di agire da filtro, non di preservare tutto.

Questa non capacità di filtraggio è terra fertile per populismi e nazionalismi non intesi come conservazione delle proprie radici ma come paura del diverso/non conosciuto. In generale, a spinte contrastanti che viaggiano in direzioni complesse ma senza progetti, con la sola consapevolezza di ciò che non vogliono.

con la fine delle grandi narrazioni del secolo scorso abbiamo attraversato una fase che quelle certezze del passato in ogni ambito, dal welfare alla politica, le ha smontate e in qualche modo dissacrate mescolandole a pulsioni nichilistiche.

La modernità liquida, per dirla con le parole del sociologo polacco Zygmunt Bauman, è “la convinzione che il cambiamento è l’unica cosa permanente e che l’incertezza è l’unica certezza”

E così che la funzione di biblioteche, musei storici ed archeologici diventano strategici per l’archiviazione di storie e tradizioni, fondamentali per la costruzione e consolidamento  della memoria collettiva. Filtrare non significa cancellare

In un mondo in cui si è tentati di dimenticare o ignorare troppo, la riconquista del nostro passato collettivo dovrebbe essere tra i primi progetti per il nostro futuro.

L’architettura “liquida” delle fotografie proposte, è un’allegoria dell’importanza della memoria collettiva, di valori tradizionali che solo con una buona riorganizzazione e valorizzazione possono portare riflessione nel contemporaneo per programmare il futuro.