Paesaggio in quarantena

Questo progetto nasce dal limite fisico di non poter alimentare la vista con paesaggi e con tutte le sensazioni che il camminare e quindi il compiere un azione ti porta. I paesaggi rappresentati sono una costruzione, fisica, poiché il paesaggio è costruito artificialmente con ceramica, cenere e cemento, e i cieli sono fotografie quasi quotidiane del cielo rappresentato dal mio terrazzo durante il lockdown. Macerie visive di un paesaggio che si può costruire solo con la memoria. Questi spazi costruiti sono architetture destinate solo all’attraversamento dello sguardo e non fisico del corpo, pertanto proiezioni di un guardare interiore, Un divertissment tra il naturale e l’artificio, il sé e la rappresentazione di sé. In questo lavoro ho voluto giocare sulla costruzione di tanti paesaggi, simili ma mai uguali, attraverso collage di paesaggi, immagini di spazi e dettagli intimi dell’abitazione. Quelle che ne esce è un paesaggio interiore, indizi,spesso sfuocati, soggettivi, viziati inconsciamente da personali proiezioni, lasciando tracce di vaghi ricordi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.